Una inaccettabile tragedia

Siamo sconvolti! La tragedia del disastro ferroviario ha colpito tutti noi. Percorriamo da anni questa tratta, sopportiamo ritardi, freddo e soppressioni, ma mai abbiamo pensato che qualche nostro compagno potesse concludere il proprio viaggio tra le lamiere del treno. Il nostro cordoglio è profondo e sentito, siamo vicini alle famiglie di queste tre donne.

È indegno che in Italia si muoia ancora andando al posto di lavoro o a scuola. Non esistono scuse. I disagi della nostra tratta sono ben noti alle autorità, ad RFI e a Trenord. Ora chiediamo un impegno da parte di tutti perché venga fatta chiarezza sulle cause dell’incidente e sulle relative responsabilità.

Chiediamo inoltre che venga posta come immediata priorità la messa in sicurezza del servizio ferroviario. Tutti i pendolari hanno bisogno di questa certezza. Le nostre linee ed i nostri treni hanno bisogno di manutenzione e sicurezza, è in gioco il destino del trasporto ferroviario lombardo.

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Lettera di un pendolare

Oggi abbiamo ricevuto questa mail da un pendolare, il racconto di una giornata ironicamente normale:

Gentile redazioni, Gentile Comitato, Gentili fornitori di servizi a pagamento,
ci tengo a raccontarvi la mia storia, la nostra – di decine di migliaia –  di pendolari, che ogni giorno devono raggiungere Milano.
Tengo a sottolineare che, nonostante tutto, mi sento sinceramente fortunato.

Quella che racconto è una normale e serena giornata di un pendolare lombardo. So di essere fortunato, i trasporti in Lombardia sono un vero gioiello, e di questo ringrazio quotidianamente la buona sorte. Non altri o dei o alieni che non usufruiscono quotidianamente del “servizio” pubblico.

Sveglia alle ore 5.40, vivo in un piccolo centro abitato – un villaggio si direbbe in altri Paesi – delle campagne cremonesi, a ben 70km da luogo da Milano Una distanza siderale. I primi otto da percorrere obbligatoriamente in auto per raggiungere la vicina stazione di Castelleone, “Chateau Lion” per gli amici. Ora è estate, quindi siamo particolarmente fortunati, dato che il treno 10451, incrociante con il nostro 10456 sarà probabilmente in orario o quasi. E si, perché fino a Treviglio la linea è a binario unico. Siamo fortunati, perché d’estate non gelano i passaggi a livello e fortunati perché non c’è nebbia fitta. Quanta fortuna anche oggi.

Dato che siamo fortunati arriviamo a Milano Lambrate con soli due minuti di ritardo, in inverno non è così, soprattutto per chi, con il treno successivo, pensa di raggiungere Porta Garibaldi: la sosta di 10 minuti nella stupenda Villapizzone, in attesa di entrare alla stazione capolinea, è garantita. Si narra che i capitreno si giochino a sorte il diritto d’ingresso in stazione. Pare che quello del CremonaMilanoViaTreviglio sia particolarmente sfortunato.

Siamo fortunati, non piove molto quest’anno, quindi la linea 2 della metropolitana, sei fermate fino a Garibaldi, non avrà problemi, e non saremo costretti ai doppi trasbordi per la chiusura della linea a causa dell’esondazione del Seveso.

La fortuna recentemente mi ha donato la linea 5 fino alla fermata Domodossola, nell’attesa dell’apertura della fermata Gerusalemme. Già, perché fortuna vuole che le stazioni di questa linea vengano aperte in comode rate mensili. A proposito, sabato scorso era prevista l’apertura della fermata Cenisio, tutto pronto, anche la cartellonistica, anche i messaggi a bordo: “Prossima fermata Cenisio, next stop Cenisio”. Si, perché Expo ci ha elevati al bilinguismo. Arrivati a Cenisio un altro annuncio: “Questo treno non ferma a Cenisio”. Già, perché in realtà aprirà il 20 Giugno. Speriamo che nessuno dei turisti capisca né l’italiano né l’inglese…

Ore 8.20. Sono fortunato, “già” in ufficio in sole due ore dall’uscita di casa.

La fortuna si ripete al rientro, soprattutto in queste giornate calde. Linea 5 ha esordito con temperature a bordo polari, a fine Aprile. Ora l’aria condizionata (pare presentata per la prima volta proprio all’Expo di Milano, quella del 1906), su questo nuovissimo gioiello sigillato, quasi pressurizzato, non c’è più, su quasi nessun treno da un paio di settimane. Si sa, l’aria condizionata fa male, bene fanno invece i profumi dei poveri turisti di rientro da Expo.

Se siamo fortunati a Porta Garibaldi risaliremo i venti metri con le scale mobili (inventate nel 1892 e presentate in qualche Expo remota). Se oggi funzionano, già, poiché la metropolitana è nuova è corretto che una di queste meraviglie non funzioni da due settimane, con un cartello che si scusa per “la sosta programmata”. Simpatici, ma la manutenzione programmata di un Airbus A380 o di un ETR500 forse dura meno.

Dato che siamo fortunati, ho il treno da Porta Garibaldi, ore 18.36, l’ultimo. Già, perché è noto che in campagna andiamo a dormire con le galline, quindi altri treni diretti successivi sarebbero perfettamente inutili. Vietato fare ironia chiedendosi retoricamente perché si usi tanto l’auto!

Con un pizzico di fortuna il treno parte alle 18.40/18.42, sosta di qualche minuto appena usciti dalla stazione, passaggio dalla mitica Villapizzone e poi, via, verso Lambrate, dove giungeremo forse alle 19.05/19.10. Mezz’ora, da Porta Garibaldi a Lambrate. Perché? Me lo chiedo da anni, non so darmi risposta, ma probabilmente la storiella della morra tra capitreno per le precedenze non è così tanto campata in aria.

Sono fortunato, perché ho imparato che su questo treno, solo la prima carrozza ha l’aria condizionata funzionante, sulle altre quattro schiattanodi caldo. Ma la giustizia divina esiste, o quanto meno esiste la democratica giustizia del pendolare, che rende tutti ugualmente fortunati: inizia a piovere, e dalle guarnizioni dei finestrini entra copiosa l’acqua, minacciando il mio portatile e costringendo diverse persone ad abbandonare i posti per non aprire gli ombrelli … porterebbe sfortuna. Ore 20.04, finalmente a “Chateau Lion”. Ancora una volta fortunati. Ancora una volta oggi quattro ore di fortuna. Ancora una volta mi chiedo se 107 Euro al mese, uno stipendio all’anno, siano tante o poche per una simile fortuna.

Un caro saluto

Attilio Nova

Gombito (CR)

 

PS: è già domani, piove. Sono le 7.08 e il nostro treno delle 6.41 ancora non si è mosso, in attesa dell’incrociante che ancora non si vede all’orizzonte. Il servizio online “Viaggiatreno” dice che viaggiamo con 6 minuti di ritardo.

Oggi sarà una giornata ordinaria, al contrario di ieri e, solo grazie alla fortuna sono in ufficio alle 8.45. Meglio disdire l’appuntamento di questa sera, chissà cosa mi riserverà il rientro.
Oggi non mi chiederò se 107 Euro, uno stipendio all’anno, siano tante o poche.